archivi di June, 2008




bergamo

Monday, June 30th, 2008

dio come amo questa città!
in più appena il nostro illustre Marroni (caldeggiato dal Calderoli… ma ci pensate? due dei politici più invidiati d’Italia sono figli della nostra urbe santa!) caccerà i bambini zingari fetenti ci toglieremo anche l’ultimo problemino rimasto. perchè noi le batterie e i kebab e i locali notturni li abbiamo già vietati. e i comunisti qui non ci hanno nemmeno mai provato ad attecchire!

adoro i lunedì. adoro i lunedì qui.






futureMe

Monday, June 23rd, 2008

conoscete www.futureme.org?
ecco, ieri era il mio compleanno e stamattina entro in studio e mi arriva questa mail:

The following is an e-mail from the past, composed on Tuesday, June 26, 2007, and sent via FutureMe.org
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ciao fede!
io sono single da poco, periodaccio, dai, dimmi che te la passi come si deve quest’anno!

ovviamente me ne sono mandata un’altra, mai disperare :-)






la solitudine dei numeri primi

Tuesday, June 10th, 2008

niente, dovevo partire per milano alle 11 di mattina, per lavoro, e per finire questo libro sono andato a letto alle 9. della stessa mattina, ovviamente. e l’appuntamento di lavoro è pure andato bene. sprizzavo numeri da tutti i pori.
ogni capitolo volevo prendere in mano il cellulare e chiamare una diversa delle persone della mia vita. ogni svolta nella trama mi ha fregato. ogni volta che il cerchio sembrava chiudersi, cambiava dimensione. e alla fine? alla fine niente, il nulla, tabula rasa, e il libro mi ha riportato fuori, alla luce, pronto per un nuovo giorno, pure col sole, in tutta questa pioggia. non ho chiamato nessuno, e non credo lo farò mai. ho tagliato la testa al toro e mi sono innamorato della tipa in copertina.
il confine tra il banale e il profondo è sempre lì, tocca di sporcarcisi le mani, ma a volte, raramente, si riesce a passarlo. questo libro è nato per il successo. non vorrei averlo scritto io, tantomeno così giovane: il povero paolo giordano se lo dovrà portare sul gobbo per tutta la vita, perchè è la prima volta che qualcuno, con gli stessi strumenti di tutti gli altri, è riuscito a dire tutto quello che serviva senza, all’apparenza, aver detto niente di nuovo. vedremo tra vent’anni chi resterà a galla nella nostra memoria.