l’ho già detto …
Tuesday, May 27th, 2008
… e lo ripeto: il prossimo grande next step nelle interfacce utente a tutti i livelli sarà l’uso delle GPU (graphic processing unit), ovvero i processori accelerati che abbiamo nella scheda grafica. è semplicemente ridicolo che fino ad oggi NVIDIA e ATI siano nomi legati praticamente solo al mondo dei videogiochi. eppure nel mondo enterprise, dove ancora il plugin flash è una bestemmia, l’idea di usare grafica accelerata openGL è semplicemente inconcepibile.
chi l’ha già fatto a livello popolare (vedi OSX e iPhone in primis) ha tutt’oggi un vantaggio netto sul mercato, una sorta di aura magica, un quid inconfondibile. la differenza tra l’interfaccia di un iPhone (tutta basata su accelerazione grafica) e di un Nokia balza all’occhio. perchè non posso avere un Nokia, con la sua robustezza software, e un’interfaccia basata su GPU e multitouch?
in generale si continua a credere che ci sia una netta divisione tra il mercato ludico e quello professionale. non sono daccordo. un’interfaccia intuitiva, veloce, rispondente e bella è fondamentale in qualunque contesto. non è solo questione di estetica, è questione di intellegibilità: un iPhone non lo devi imparare ad usare, lo prendi in mano e lo usi, e lo usa un indiano, un europeo, un cinese e un africano, così come un bambino o un adulto. un Nokia purtroppo lo devi avere già avuto, studiato, conosciuto, per saperlo usare davvero. la differenza è ovvia: l’iPhone lo tocchi e lo usi, il Nokia devi smadonnare con 9 bottoncini attaccati assieme. l’iPhone non usa la scrittura, il Nokia sì :-)
un aggeggio che usa un processore grafico dedicato per far svolazzare oggetti sullo schermo non sta sprecando risorse preziose per la business logic, sta facendo lui un lavoro che altrimenti dovrebbe fare il nostro cervello. nella nostra vita di tutti i giorni, da quando esistono gli uomini sulla terra, siamo abituati ad avere a che fare con oggetti fisici, con la forza di gravità, con l’inerzia, con gli attriti, con i colori, con i movimenti: le GPU permettono di portare questi principi, radicati nel nostro dna, dentro agli aggeggi elettronici, abbattendo ulteriormente il gap che necessariamente esiste tra l’uomo e il linguaggio scritto, e quindi ancor di più tra l’uomo e il linguaggio programmato. un po’ come la rivoluzione che hanno portato teorie come l’insiemistica e la teoria dei grafi nel mondo della logica e della matematica: nuovi linguaggi, con più di-segni e meno segni, molto più semplici da apprendere, e cmq molto potenti. e giusto per pisciare definitivamente fuori dal vaso, se è vero che la storia dell’umanità inizia, ponendo termine alla preistoria, con l’invenzione linguaggio scritto, è per me vero che l’informatica può eliminare definitivamente il linguaggio scritto a favore di un linguaggio visuale, dinamico, generativo, vivente. le conseguenze, per quanto remote, sono di portata storica, anzi di più: stando alle definzioni, la storia sta per avere termine, o no?
Per me c’aveva già azzeccato Hokusai, anche se sarebbe dovuto vivere un secolo e mezzo di più (1760-1849): “Solo a settantatre anni ho capito pressappoco la conformazione della vera natura. Ne consegue che all’ età di ottanta anni avrò fatto progressi ancora maggiori e quando ne avrò centodieci, anche solo un punto o una linea saranno dotati di vita propria.”


