archivi di October, 2007




la mosca

Thursday, October 25th, 2007

stasera sul monitor davanti al divano c’è una mosca.
stà tranquilla in mezzo, pulendosi le zampe sulla proboscide (o viceversa, non si capisce), come se nulla fosse.
allora avvicino il mouse, e mi chiedo se una mosca sullo schermo possa interagire con il puntatore del mouse.
mi muovo veloce e lei non sembra accorgersene, resta lì a strofinarsi arti e bocca. poi mi muovo più piano, lentamente intorno a lei… e si accorge, e segue il puntatore. faccio per muovermi, e mi segue, ed è praticamente istantanea nell’accorgersi dei miei movimenti, e scatta sulla freccina.
minimizzo la finestra, e al comparire del desktop colorato sembra si spaventi e vola via.

adesso vaga sulla mia gamba.
alla fine il mouse lo vede, ma non ne è così attratta.

e adesso dorme tra le pieghe dei miei pantaloni.






pietrificato

Tuesday, October 23rd, 2007

è proprio uno dei termini migliori per descriverci.






il tempo

Tuesday, October 23rd, 2007

oggi no, ma domani.
domani sicuramente lo faccio.
vabeh dai, ormai oggi è andata così, da domani si cambia.
oggi è troppo tardi, bisogna partire domani mattina presto.
dai, da domattina si inizia.

certo.

il tempo non può esistere, perchè se esistesse davvero saremmo troppo degli imbecilli.
siamo come dei topini caduti nel labirinto col formaggio, continuiamo a voler pianificare la nostra vita invece che viverla. continuiamo ad anelare ad un cambiamento, ad un essere altro da quello che si è, ad un processo di metamorfosi che per forza di cose passa attraverso il tempo, e quindi il tempo diventa questo concetto così schiacciante, così sommo dittatore della nostra vita. anche se non esiste, perchè il tempo è solo una convenzione.

pensandoci l’altro giorno mi sembrava che il tempo fosse una misura della nostra conoscena. più si invecchia più il passato da ricordare è tanto, e più la capacità di prevedere il nostro futuro si raffina. una volta, ogni giorno pensavo che tutto potesse cambiare, e al mio passato ci pensavo gran poco. oggi un po’ di passato ce l’ho, e quando penso al futuro, al mio ma anche a quello di altri, mi sembra un po’ di vederlo, mi sembra di capire che per cambiare le cose ci vuole tempo, mi sembra di immaginarmi cosa potrà succedere il primo mese, capendo che un mese non basta, e quindi gli altri mesi a seguire, forse fra un po’ di anni so come sarò. forse il tempo è solo un nome sbagliato che abbiamo dato al concetto di conoscenza. e futuro e passato sono la stessa cosa, sono i limiti della nostra conoscenza. se potessi vivere mille anni la mia conoscenza sarebbe enorme, e quando non ne vedrò più i confini forse è perchè sarò morto.
vabeh.






street fashion blogs

Saturday, October 13th, 2007

il meccanismo è semplice: si va in giro con la macchina fotografica e si fotografa gente che si ritiene “cool”. di solito il soggetto si ferma, si mette in posa eretta guardando in camera, e si scatta.
ce ne sono ormai tantissimi di blog così, e in effetti attraggono, sono interessanti, forse per il gusto di farsi i cazzi degli latri, forse perchè ti dimostrano che la moda è per forza originalità, e non omologazione come si intende al 90% in italia. forse piacciono per le belle ragazze e i bei ragazzi che ci capitano dentro, o perchè i tedeschi si vestono in modo assurdo, o perchè le francesi quando si tirano non scherzano niente, o perchè i russi sono i peggiori in assoluto… sicuramente è l’ennesima moda di internet, la moda di trattare di moda.
il più famoso e “antico” è the sartorialist, ma la lista è infinita. io ogni tanto leggo prada and meatballs (che è interessante perchè la piazza è quella milanese, anche se purtroppo è un po’ che non aggiornano), dans paris, fashion hunter (altro italiano, non aggiornato da un po’), pim pum pam (credo italiano…), face hunter e stil in berlin (certo che i tedeschi sono coraggiosi… non c’è che dire).
e bergamo? chi è pronto a fare uno street fashion blog su bergamo? oddio… forse non è sta grande idea… il fashion bergamasco… boh…






video

Saturday, October 13th, 2007

una canzone che se la ascolto alla radio non capisco cosa dicono e non mi piace la musica, ma se vedo il video continuo a non capire niente ma mi piace un sacco.


p.s.: mi dicono or ora che lui è uno che ha vinto un equivalente di “saranno famosi” francese. vabeh… il video è bello lo stesso.






attimi di debolezza

Friday, October 12th, 2007

Se per caso un giorno o l’altro
ti trovassi solo sai
senza una compagna che ti aiuta nei tuoi guai
e se poi il cielo blu
si chiude all’improvviso su di te
e ti senti come un ladro che
ha paura anche di sé
guardati allo specchio
e guarda un poco un poco intorno a te
c’è tutto un mondo intorno che
gira ogni giorno e che
fermare non potrai
e viva viva il mondo
tu non girargli intorno
ma entra dentro al mondo dai
Se nel buio che ti avvolge
una fiamma scorgerai
corri corri senza indugi
forse è il sole che tu vuoi
ma se come un fiume in piena poi
il tempo ormai usato se ne va
ed un naufrago ti senti tu
da solo scruta il blu
quella fiamma sconosciuta
è la tua zattera lo sai
dai
c’è tutto un mondo intorno che
gira ogni giorno e che
fermare non potrai
e viva viva il mondo
tu non girargli intorno
ma entra dentro al mondo
dai… (coro)
che gira ogni giorno
e che fermare non potrai
e viva viva il mondo
tu non girargli intorno
ma entra dentro al mondo dai…
c’è tutto un mondo intorno
che gira ogni giorno
e che fermare non potrai

“c’è tutto un mondo intorno”
matia bazar

soprattutto alle otto del mattino.






banche e assicurazioni

Wednesday, October 10th, 2007

non me ne vogliate… ma siete associazioni a delinquere legalizzate.

perchè uno paga sempre la sua retta dell’assicurazione senza dire bah, e poi quando ha bisogno di riscuotere dall’assicurazione deve avvalersi di un avvocato? perchè siete dei ladri, ecco perchè, perchè ogni legge, leggiucola, balzello che lo stato partorisce chissà come mai fa sempre incrementare vorticosamente il giro d’affari di banche e assicurazioni, e mette sempre più a novanta la popolazione “normale”, quella non ricca. andate a guardarvi l’andamento del giro d’affari di banche e assicurazioni negli ultimi decenni, e lo stato del debito pubblico. ormai qualunque cosa vuoi fare nella tua vita dipendi dalla banca. qualunque vita vuoi fare è la banca che te la “concede”, ed è la banca che te la controlla, ed è alla banca che resti vincolato per il resto della tua vita. pagando interessi. ovvero lavorando per loro. vogliamo citare i mutui a tasso variabile? il grande vantaggio per i consumatori? ma andatevene a fare in culo, voi e la vostra faccia di merda variabile! chi ha sottoscritto un tasso variabile si ritrova oggi a pagare rette di 1000 euro mensili di cui 700 di interessi! ma ci rendiamo conto? che cazzo è se non strozzinaggio? come lo vogliamo chiamare?
e poi perchè quando voglio aprire un conto la mia banca mi dichiara 150 euro di costi annui e poi me ne riscuote, senza chiedermi nulla, ben più di 700 all’anno? che altro termine più adatto di “furto” si può scegliere? ecco, ladri, e pezzenti, perchè i vostri furti del cazzo li fate di nascosto, scaricando sempre la colpa (”competenza”, si chiama…) su qualcun altro.
per esempio, solo dagli ultimi due giorni del mio estratto conto (figuratevi in tutto l’anno!):

04/10/07 30/09/07 58,73- - GIROCONTO A COPERTURA COMPETENZE DA C/ANTICIPI A C/ORD. DEL C/C
03/10/07 01/10/07 73,53- - PAGAMENTO ESTRATTO CONTO CARTA DI CREDITO
03/10/07 30/09/07 8,55- - IMPOSTA DI BOLLO SU CONTO CORRENTE
03/10/07 30/09/07 2,00- - COMMISSIONE INVIO E/CONTO E LETTERE TRASPARENZA
03/10/07 30/09/07 40,00- - DIRITTI DI SEGRETERIA
03/10/07 30/09/07 42,69- - COMPETENZE

ma allora perchè non aggiungere anche “patatine per il figlio della segretaria… poraccio! non vorrete mica che sia l’unico bimbo a non mangiare puttanate!”
oppure “pagamento colla dietro i francobolli”, “inps per lo sportellista n.1″, “inps per lo sportellista n.2″, “inps per lo sportellista n.3″, “nove tazze del cesso per il bagno del vicedirettore”… e un bel: “diritti dovuti”? “diritti estorti”? “diritti inculati al buio mentre eri distratto”?

per non fare nomi: la mia è Banca Intesa (tutti ladri), ma non è che con le altre sia diverso. le banche, da che mondo è mondo, sono un cartello.






per carlo

Wednesday, October 10th, 2007


spero sia questo. sono andato a pescarlo in fondo all’hard disk.






ho deciso

Tuesday, October 9th, 2007

mi faccio un tatuaggio: http://horribletattoos.blogspot.com/






Developing Flex Applications with server side Java

Monday, October 8th, 2007

leggi l’howto (read the howto)

è qualche mese (tanti ormai) che sto valutando l’idea di iniziare a sviluppare usando java lato server e flex lato client.
la mia esperienza è sempre stata con php lato server, nello specifico usando AMFPHP.
tuttavia il supporto all’OOP in php non è dei più solidi. mi sono accorto nel tempo (ed è opinione diffusa) che php sia ottimo per piccoli progetti, ma non per progetti più complessi. ci sono alcune sue caratteritiche che alla lunga creano problemi: la tipizzazione non propriamente “forte” fa spesso incorrere in problemacci dovuti al casting automatico delle variabili. la mancanza di multithreading non lascia sfruttare al massimo le prestazioni di server multiprocessore o multicore. e poi le librerie disponibili per java sono semplicemente ordini di grandezza di più di quelle per php. finchè si devono fare delle query ad un db va tutto bene, ma se per caso serve qualcosa di più corposo (i miei ultimi lavori per la visualizzazione di dati meteo mi hanno spinto a cercare algoritmi di disegno di curve di livello, per esempio, o di calcolo scientifico più in generale) per php vi assicuro che c’è davvero gran poco.
insomma, php è ottimo, e non escludo che continuerò ad usarlo, ma se riuscissi a passare a java sono sicuro che sarei più contento e meno frustrato. il chè non implica che ce la farò. questo è il mio sforzo in quella direzione.

essendo io a digiuno di J2EE (e di java in senso lato, lo ammetto!) sono partito abbastanza alla larga.
ci sono tante piattaforme su cui far girare webservices: JBoss, Tomcat, GlassFish e via dicendo. il vantaggio è che, almeno in prima istanza, applicazioni create per uno di questi prodotti (applicazioni J2EE compliant) possono essere ripubblicate ed usate su altri. quindi ho scelto tomcat: ho trovato più tutorial, è in giro da più tempo, ed è abbastanza spinto dalla adobe stessa per chi si vuole avvicinare a flex venendo dal mondo java.

riassumendo, le cose che servono sono almeno 3:
- tomcat (fa girare i webservices)
- flex data services (che sono di recente diventati LiveCycle Data Services, sono delle applicazioni J2EE free sviluppate da adobe per permettere a flex le comunicazioni con il server nei modi più diffusi: RPC, webservices, servlets, http messaging, ma anche usando Hibernate)
- flex sdk (è, come ben sapete, il framework di classi flex assieme al compilatore per sviluppare il lato client)

questo tutorial è tutto fuorchè esaustivo. ho cercato di scrivere passo passo quello che ho fatto io, il che non significa che funzioni anche a voi. ho notato che cominciano ad esserci tutorial decenti, anche se l’accoppiata flex/java è ancora abbastanza giovane, e sicuramente gli howto migliori usciranno fra un po’ di tempo.
se qualcuno ha ottenuto lo stesso risultato seguendo altri howto non linkati da me, mi piacerebbe conoscerli. sono all’inizio, e il materiale non è mai troppo.

nota: ho lasciato nell’howto anche delle istruzioni riguardo l’installazione di glassfish. ora come ora non lo uso, ma essendo il prodotto opensource proposto dalla sun sicuramente se ne sentirà parlare al posto del proprietario Java Application Server 9.

leggi l’howto (read the howto)