archivi di June, 2007




Hans Rosling

Saturday, June 30th, 2007


è buffo constatare che un linguaggio universale alla fine esiste, e non è l’inglese o l’esperanto, ma sono i grafici. la rappresentazione visuale di dati è l’unica vera lingua globale del futuro. e se è vero che il mezzo è il messaggio, quello che si può dire con la rappresentazione visuale dei dati è ciò che non si è mai potuto dire prima, è ciò che non conosciamo ancora.

[via Future Feeder]






è inutile

Saturday, June 16th, 2007

è un mondo crudele.

http://flaviavento.leonardo.it/blog






l’avevo detto che andavano tenuti d’occhio.

Tuesday, June 5th, 2007

jeff han fa ricerca per anni all’università di NY, e finalmente apre la sua startup.
apple sta per fare il più grande affondo al mondo dei cellulari con iphone, guarda caso dotato di multi touch screen.
microsoft, di colpo, da un giorno all’altro, in un batter di ciglio, esce sul mercato con questa roba [via abstractmachine - divertentissimo post da non perdere!].
un po’ come quando ha “inventato” excel, o word, o tutto il resto…
che coincidenze, bill gates entrerà nella storia come l’uomo più perseguitato dalle conincidenze :-)

comunque: guardando sta roba (dimenticavo, anche questo non è niente male [via emaskew] ) si capisce che senso possono avere interfaccie grafiche accelerate via hardware. sembrerebbe la scelta più idiota del mondo (scrivere una gui in opengl!!!), e invece qui stanno facendo una piccola rivoluzione.
un’altra cosa che salta all’occhio è che tutte le strutture grafiche usate per rappresentare le informazioni, si riassumono in definitiva in alberi, o, generalizzando, in grafi di nodi… tutte… che sia un filesystem, una mappa geografica che si raffina con la distanza, uno schema di un database… un modellatore per la sintesi sonora…

bisogna assolutamente fare una gui opengl per rappresentare grafi di nodi.

per fortuna che mio fratello sa già tutto sull’opengl!






volevo capire qualcosa della mia vita…

Tuesday, June 5th, 2007

…e allora mi sono messo a leggere “la venere in pelliccia”, un libricino che mi prestò il mio conquilino secoli fa, e che stava lì a prendere la polvere, nugoli di polvere, sul comodino.
si tratta di un classico, scritto da Leopold von Sacher-Masoch (carino il nome leopoldo per un figlio…): per chi non l’avesse ancora capito, quello da cui deriva il termine “masochismo”. e non centra nulla con la pasticceria.
il racconto, o breve romanzo, non l’ho ancora iniziato, e temo sarà di una noia mortale, in compenso la mia edizione ha una splendida prefazione di Oreste Del Buono. ma quanto scrive bene ODB?
brutalizzando e riassumendo un riassunto della sua vita: il piccolo leopold viene maltrattato dalla madre, subisce angherìe dalla zia figa e in pelliccia (ma su questo non si può discernere tra realtà e mistificazione), è figlio del capo della polizia al servizio dell’impero absburgico, vive decenni di guerre e torture sociali. e quindi, nella vita prima ancora che nella finzione, leopoldo insegue perdutamente il ripetersi eterno di quella situazione traumatica che ha segnato la sua infanzia. insegue donne belle e indecenti, intellettualmente povere, ma gravide di odio per il genere maschile, e chiede loro (con tanto di contratti scritti che solo quelli meriterebbero una trattazione a parte) di essere maltrattato, tradito, punito. ma sempre senza rovinare la sua dignità di cittadino, ovvero tutto in privato, e sempre lasciando almeno 6 ore al giorno di pace allo schiavo per portare avanti la sua attività letteraria. come dire, prima di tutto sono un cittadino onorabile, e uno scrittore prolifico, poi sono un masochista, IL masochista ante litteram.
tutto questo finchè le sue donne/amanti non sfioriscono, finchè non perdono verve, finchè il contratto non scade (6 mesi, durava).

da qualche parte lessi che tra i sadici e i masochisti, sono i masochisti che gestiscono il gioco, al di là di quello che si potrebbe credere di primo acchito. infatti è chi ha bisogno di stare male, che ha più potere, rispetto a chi ha bisogno di procurarne.

non ho nemmeno finito la prefazione di odb perchè mi sono addormentato pacifico come un bimbo, ma ho già capito che la storia di leopold è, in fondo, la storia di ognuno di noi. certo, per alcuni la cosa è un pelino più cronica, per altri si risolve in periodo adolescenziale, ma in generale è sempre l’imprinting del rapporto coi genitori, che finisce a impiastrare il rapporto di coppia.

stamattina mi sono svegliato e ho ripensato a tutto questo, e mi ha fatto stare meglio. alle otto e venti ero in studio.

p.s.: leopold è dell’ottocento. come la psicanalisi. il marchese de sade è arrivato appena prima, e il cinema appena dopo. veniamo tutti da lì, ma lo possiamo capire solo ora che abbiamo qualche decennio di vita alle spalle. se ce l’avessero spiegato a scuola, non sarebbe servito a nulla.






al mio paese…

Sunday, June 3rd, 2007

…c’è un detto che dice:
“mai con le amiche della ex e con la ex degli amici”.

l’unica eccezione che ho sempre accettato a questa basilare regola di convivenza sociale è che ci sia di mezzo l’amore. contro l’amore non si può nulla, e non è nemmeno giusto opporsi.

ma se vieni a specificarmi, di persona, a chiare lettere, che per te l’amore non c’era, che tu la mia ex te la scopavi senza coinvolgimenti sentimentali, quando c’avevi voglia, così, in amicizia…
…allora il mio giudizio nei tuoi confronti non può che tingersi ti toni volgari. molto volgari. senza pietà.

levati dal mio sguardo, vile.