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gli alberi

Thursday, November 12th, 2009

ho 37 anni. ho il riscaldamento in casa. ho una connessione adsl.
siamo i primi figli dell’informatica. e metà di noi odia l’informatica. forse per colpa del digital divide, perchè potersi immergere nell’informatica era roba da benestanti. adesso pure i benestanti si stanno distaccando, o quantomeno stanno passando dall’altra parte del bancone (per citare un lessico da bar), lasciando la prima linea ingenua ed innocente per ritirarsi nelle trincee della tecnicità. ma l’informatica è la nostra grande opportunità culturale, il nostro nuovo linguaggio, per dirla schiettamente.

cosa vuol dire per una generazione vivere un cambiamento di linguaggio? vuol dire qualcosa che accade con una periodicità millenaria. si dice che il cervello umano abbia un pezzetto, un qualche decigrammo, dedicato al linguaggio. e sono cose che darwinisticamente non si creano da un giorno all’altro. ebbene la nostra generazione ha visto cambiare il contenuto di questo “tocco” di cervello. la portata è ancora tutta da commisurare e assaporare, entusiasmo e campanilismo (mio e dei tecnicisti come me) a parte. e per essere più precisi il grande cambiamento non sta nel passagio dal decimale al binario, ma dal lineare all’albero. anzi, per dirla un po’ più correttamente, dal sequenziale al grafo.
la storia si distacca dalla preistoria per l’invenzione della parola scritta. il linguaggio scritto come lo intendiamo è lineare. un libro si legge parola per parola, riga per riga. linearmente. un programma è un grafo, li chiamavamo diagrammi di flusso. si passa da un ragionare lineare, ad un ragionare ad albero. si impara a non aspettare più la parola seguente, ma a scegliere il nodo successivo, con la consapevolezza che ci sono anche gli altri nodi possibili, quelli non scelti. negli anni ottanta si parlava di universi paralleli. oggi parlerei di siblings, di fratelli del nodo in cui ci si trova all’interno dell’immenso grafo che è la conoscenza.
se qualcuno oggi mi chiedesse cosa vuol dire programmare gli direi che è la capacità di muoversi su un albero. come il barone rampante, che non si ritira in mare, o in una stanza, ma su un albero. imparare a rappresentare i problemi come un’insieme di particelle tra loro legate da forze, legami, relazioni, che portano ad altre particelle, che creano un tessuto di particelle cui tutti facciamo parte. non è più importante la scelta del singolo, ma la logica con cui ogni singolo compie le proprie scelte, moltiplicato per tutti i singoli del grafo, fino a generare i fenomeni di massa, i comportamenti sociali. come un algoritmo ricorsivo che non contempla tutte le combinazioni di scelte possibili, ma solo le regole con cui ogni particella compirà la propria scelta.

è ovvio che scrivendo con la lingua scritta come sto facendo ora, con il linguaggio che ci ha distinto dalla preistoria, non si possa spiegare ciò che ci sta distinguendo dalla storia. un po’ come non è possibile con le parole descrivere la musica. forse è per questo che anche i blog lasciano il passo ai social network, che ftp lascia il passo al peer to peer.






SEO joke

Wednesday, September 2nd, 2009

So a CEO, a web programmer and an SEO expert are on a desert island.

And the SEO expert says, “You guys, I’m so thirsty. Is there anything to drink?”

And the CEO says, “I just drank the last of my water 30 minutes ago.”

And the web programmer says, “I have plenty of water, a true abundance, but I won’t give any to you. Because, you are the worst. I hate you with every fiber of my being. Your very existence is an inherent refutation of the basic concept of quality workmanship and craft. Every additional second you remain on this planet is a deep, personal offense to me.”

Then the SEO expert died slowly and painfully of thirst, and over the next several days his body slumped, shriveled and shrank as his organs collapsed upon themselves with a hissing sound while the CEO and web programmer sat and stared. And the sun set, and rose, and set again.

THE END






mangiare invece di uccidere

Monday, March 16th, 2009

è ufficiale, dopo decenni il più radicato e inamovibile luogo comune, nonchè meccanismo, dei videogiochi ha finalmente un’alternativa credibile. non è più necessario schiacciare bottoni per uccidere il prossimo, ma è ora necessario schiacciare bottoni per mangiare ed evolvere. tecnicamente non cambia nulla, più si schiaccia, più si va avanti, più si diventa complessi, più si possono affrontare creature potenti. ma a livello filologico è una piccola rivoluzione. ecco 2 citazioni giusto per…:



Blush Trailer from Flashbang Studios on Vimeo.


e per finire la solita presa per il culo che non guasta.






video

Wednesday, March 11th, 2009

mi sono accorto che ormai, quando faccio una ricerca sul web, sempre più spesso parto da una ricerca video piuttosto che testuale (da google video, che linka i video di tutti i principali portali video). per esempio, voglio comprare il neo freerunner? trovo dozzine di video con prove e test. voglio capire come funziona il nuovo servizio EC2 di cloud computing di amazon? trovo il video con qualcuno che mostra come si registra al servizio e come fa il boot di una macchina virtuale. il meccanismo funziona talmente bene che ormai sono i siti ufficiali (del prodotto, del servizio, insomma, dell’oggetto della nostra ricerca) a dover sbattere un video in homepage, altrimenti il visitatore sorvola. se è vero che un’immagine vale più di mille parole, un video di 5 minuti a 30 fps vale più di 9000 immagini, ovvero più di 9 milioni di parole… insomma il testo scritto, giusto per dire una banalità, non se lo caga più nessuno.

una nicchia (ma le nicchie sono infinite, in questo scenario) in cui di materiale ce n’è poco seppur utilissimo, sono le ricette. se cerchi “ricetta carciofi” su google sei subissato da 320.000 risultati, ma se cerchi “ricetta carciofi” su google video i risultati sono solo 62. non devo stare a spiegarvi i vantaggi di vedere un video di 4 minuti che mi spiega come si fa un piatto, piuttosto che una descrizione testuale. il territorio insomma è vergine, “ricetta cavolfiore” è a quota 19 video contro 120.000 pagine web, “ricetta astice” conta 7 video contro 34.000 pagine, e per finire “ricetta cachi” non ha ancora video… mi viene un’idea :-D

io ieri sera ho provato questa:


non è uscita malaccio, ma temo di aver sbagliato pentola.






tenori on

Friday, February 27th, 2009

un oggetto con un’interfaccia degna di questo nome. per far capire anche ai lesi cosa è il sequencing. o per far crescere bene un bambino appena nato!

il concetto:

l’utilizzo:

le possibilità:

la gnocca (che non guasta mai):






delete

Tuesday, February 24th, 2009

sono sempre più convinto che il concetto di delete, di cancellare dati, nell’informatica non abbia più senso. meglio versionare, sempre e comunque.






lavorare in svezia

Monday, February 16th, 2009

è da certe piccole cose che capisci che i nordici sono più moderni di noi:
www.f-i.com (sotto la foto a destra…)






augmented reality

Friday, February 13th, 2009


il termine è in giro da anni, ma in questi ultimi mesi sembra finalmente stia trovando diffusione e applicazioni.
inutile cercare una spiegazione di cosa voglia dire aumentare la realtà, basta guardare qualche video ed è tutto chiaro:
libri vivi, giochi su cellulari, pubblicità, robe varie per cellulari. carino sapere che una delle prime e più forti aziende del settore sia europea e non americana, una volta tanto.






a proporito di guru

Friday, February 13th, 2009

leggo quasi quotidianamente i blog ti tutti gli sviluppatori della piattaforma flash/flex di adobe, per lavoro, ovviamente, per passione, insomma così.
tra questi c’è Justin Everett Church, Sr. Product Manager for Flash Player at Adobe, uno sgarzulo che se ha trent’anni è tanto. insomma, a proposito di guru, in un suo post mi ha introdotto a questo sito… Justin bastardo…

ecco i miei preferiti:

perfect-balance ( che poi è lo stesso di super-stacker-2 )
entangled
shift-3
closure
the-game-of-disorientation
hangman-extreme
contrast-cannon
domino-p

P.S.: come mi ha fatto notare spino, secondo wiki, Kongregate l’estate scorsa aveva un capitale di 9 milioni di dollari…






fleshmap

Saturday, September 6th, 2008



http://www.fleshmap.com

[via dadanoias]