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ahh, che ricordi…

Saturday, June 10th, 2006

francesca è in procinto di tornare dai suoi mesi di ricerca nel burkina. colgo l’occasione per riportarvi qualche estratto dei suoi racconti giunti via mail.

“ragazzi, un mese di villaggi è passato velocemente! orami sono diventata una vera villageois, sono un asso nel lavarmi i capelli con tanto di balsamo con l’ausilio di un solo misero secchio d’acqua… ho pestato il miglio e dormire all’aria aperta è diventata una delle mie attività preferite!! ragazzi non immaginate che mondo esiste oltre le nostre belle e pulite case… è un mondo di occhi tristi e bocche sorridenti, spesso di ingenuità ed a volte di furbizia, è un mondo tranquillo e sereno che si muove a rilento e che ti insegna a muoverti con calma, tranquillità.
in questo mese siamo rimaste in due villaggi, saborgkuoli e nagaré. i nomi sono un po’ strani lo so, ma vi assicuro che la loro lingua ha un suono meraviglioso! il primo villaggio in cui siamo rimasti era uno dei nostri villaggi campione (un terzo che è spuntato per necessità di ricerca!) e dove abbiamo passato solo una settimana. diciamo che non mi è piaciuto molto come villaggio, la gente era molto ostile e non c’era un’aria molto serena… devo dire che non hanno poi tutti i torti ad avercela con i bianchi visto che da quelle parti passano in molti e se sono tutti come certe persone posso ben capirli!!! beh comunque sia in questo villaggio coloro che ci accompagnavano, detti “i due salif” perché entrambi si chiamano Salif, ci hanno rubato una bella torcia (strumento a dir poco essenziale in villaggio!!!) e 30000 CFA che corrispondono più o meno a 45 euro… noi ce ne siamo rese conto con un po’ di ritardo, spero che almeno non li usino tutti ber ubriacarsi, visto che è un’attività ricorrente in quel villaggio soprattutto!!!
Nel secondo siamo rimasti tre settimane e lo usavamo come base per andare negli altri villaggi. vi assicuro che qui mi sono sentita cosi bene che non sarei più tornata… cercavo di convincere ogni volta i miei compagni di ricerca a non tornare in città (ovvero Diapaga, per chi di voi si ricorda, che non è tanto una città ma un villaggio con luce ed acqua corrente, che tra l’altro dopo una certa ora della sera non è più disponibile!) nel fine settimana… io sarei rimasta in quel villaggio, avevo trovato anche un marito che mi voleva come terza moglie!!!
la concessione dove abbiamo abitato a nagaré è la concessione dello zio di olivier, il villaggio infatti è il villaggio di provenienza del padre di olivier! ed il mio nuovo marito si chiama Diassibo ed è suo cugino più grande. devo dire che tra i cugini non è il più carino, avevo adocchiato il cugino più piccolo in realtà, che avrà più o meno la mia età.. mi sono detta che al massimo posso introdurre l’insana pratica dell’incesto nella comunità villageois… spero non prevedano lapidazioni per tali sollazzi!!!! scherzi a parte… ci sono delle immagini stampate nella mia mente che se solo potessi rendervele bene a parole sarebbe un quarto dello splendore che ho potuto osservare! a partire dal mattino quando aprivo gli occhi alle cinque, quando inizia ad albeggiare, e vedevo che le donne della concessione iniziavano già a lavorare, alcune pestavano il miglio, altre lavavano i bambini, altre si preparavano per andare a prendere l’acqua al pozzo con dei catini di almeno 20-30 litri da portare sulla testa! e che bello svegliarsi con il rumore cadenzato del bastone per pestare il miglio che urta contro il fondo del mortaio pieno di miglio.
questa gente vive di nulla ed è pronta ad offrirti quel nulla come segno della sua ospitalità… ogni sera ci portavano il “to”, che sarebbe una pasta di miglio, come una polenta che si mangia con delle salsine che possono variare.
le salsine molto spesso non hanno un buon odore e di per se il to non ha un gran sapore, ma noi lo mangiavamo lo stesso, come segno di rispetto, dopo un po’ ci si fa anche l’abitudine!
questa volta non ho avuto particolari avventure con gli asini, anche perché mi lavavo all’interno della concessione,
in quella che loro chiamano 3doccia3, in realtà è un angolo della concessione chiuso da un muretto alto un metro e venti quasi con un’apertura su un lato per entrare. generalmente è usato per pisciare e per lavarcisi… la cosa divertente è che per lavarsi è tutto un gioco di equilibrio, perché data l’altezza del muretto non si puo restare in piedi, a meno che non si voglia dare spettacolo, in più bisogna trovare la pietra giusta dove piazzarsi e devo dire che ne avevo trovata una molto confortevole, e soprattutto bisogna riuscire a non cascare nel buco adibito a toilette…
insomma… potrei camminare su un filo sospeso per aria o progettare il ponte di messina dopo l’equilibrismo e gli studi millimetrici che ho compiuto in quel cesso!!!!
per il resto, ragazzi miei, ho capito una cosa da questa gente e cioé che l’unica cosa che vale nella vita sono i rapporti umani, è la famiglia, è l’unica cosa che si ha da sempre e che si avrà per sempre. noi siamo troppo legati alla materialità, questa gente non ha nulla ma riesce a vivere bene con quel nulla che ha, non conosce tutto quello che conosciamo noi, ma a volte penso che si viva meglio cosi nell’ignoranza che non nella foga di raggiungere delle mete impossibili. si accontenterebbero di avere un appezzamento di terra in più per sfamare la propria famiglia e basta… ed allora tante volte mi chiedo perché dobbiamo arrivare fino a loro per proporgli progetti di turismo sostenibile con la scusa che sia una cosa che possa andare solo a loro vantaggio. perché dobbiamo imporgli la nostra presenza devastante, interferire nelle loro vite con la nostra ignoranza ed arroganza… quesiti mistici che non trovano risposta, o meglio che trovano risposte opposte!!!
ecco, la smetto con il brainstorming perché sto diventando pesante e vi racconto di come sia stata poco apprezzata nei villaggi vicini a nagaré… diciamo che io ed Ileana ci siamo divise bene la zona, io ho più mariti a nord della montagna ed Ile a sud, quindi visto che per la seconda fase siamo rimaste a sud della montagna io sono stata poco apprezzata, fatta eccezione per il cugino di olivier. ma comunque io ho sempre il marito più bello di tutta la periferia del Parco, gli mancano quattro denti davanti, ha almeno 70 anni ed è artritico… ma come lui nessuno mai!!!!
e poi ce ne sono tante altre, come quando abbiamo scalato la falesia in moto, o quando Ileana si è svagliata con un capretto nel letto, o quando entrate in una concessione per il censimento il capofamiglia, ubriaco fradicio, ha palpato le tette di Ile, o quando durante un incontro il tipo accanto a me ha ruttato potentemente e sono sbiancata…
beh ragazzi ce ne sono, ma ve le lascio per le mille cene che farò per indcontrarvi tutti, anche quelli che sono dispersi per l’europa per erasmus e leonardo vari”






MULTIMAP

Thursday, March 23rd, 2006


MULTIMAP v.1.0

siamo alla versione 1.0.
è il programma che ho sviluppato per poter andare in africa. cosa tocca fare…
peccato che non ci fosse già flash 8 quando l’ho iniziato.

merda l’inglese…






africa

Wednesday, October 5th, 2005

e rieccomi a casa.
vorrei trarre delle conclusioni su questo viaggio ma non ci sono conclusioni. me ne torno in italia con più domande di quando sono partito. ma anche con un modo un po’ diverso di vedere il mondo.
mi gratto furiosamente le punture di zanzara che mi restano, perchè so che passate quelle non mi rimarrà più nessuna prova tangibile che io ci sia stato veramente.

p.s.: ho pubblicato anche tutte le foto, in ordine cronologico, compresi i filmati. per vedere i video bisogna avere installato il plugin flash 8.






africa

Saturday, October 1st, 2005

2005_10_01 03:51

“c’est pas grave”, “pas de probleme” dicono sempre gli autisti.
col cazzo.
qui la situazione non è più sotto controllo. anche la professoressa stasera a cena ha ammesso di aver raggiunto, da uno a dieci, una soglia nove di stanchezza psichica e fisica, al punto da mettere in discussione la prosecuzione della nostra missione con l’ultima uscita in brousse di domani, che prevede il botto finale: ore di jeep e poi ore di piroga sul niger per raggiungere un villaggio, con rientro domenica sera.
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africa

Friday, September 30th, 2005

2005_09_30 09:07

in questi giorni abbiamo visto altri villaggi, abbiamo visto altri paesaggi, abbiamo macinato chilometri nella savana, ci siamo abituati pian piano a questo caldo e a questa umidità. forse siamo dimagriti, sicuramente l’africa, pian piano, impercettibilmente, ci è entrata un po’ dentro.
la professoressa dice che lei qui sta bene, sta meglio che a bergamo. fisicamente e psichicamente. è vero. mi sento meglio anche io. siamo agli ultimi giorni di questo viaggio, e dovrebbero essere i primi.
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africa

Monday, September 26th, 2005

2005_09_26 18:35

e finalmente siamo nella brousse, come chiamano qui tutto ciò che sta fuori dai grandi centri abitati. ovvero savana, piuttosto che deserto o giungla. insomma, dove finisce l’asfalto (e qui ce n’è gran poco) inizia la brousse.
gli africani ti dicono chiaro e tondo che la brousse è l’africa vera, le città invece sono mostri nati da retaggi post coloniali e sviluppo insostenibile.
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africa

Sunday, September 25th, 2005

2005_09_25 02:07

assistere ad un concerto reggae in un paese come il burkina è un’esperienza illuminante a dir poco. ti fa capire come mai il reggae ha colonizzato il mondo partendo da qui, e ti fa capire quale sia davvero la musica africana contemporanea (altro che bonghi e folklore da tribù).
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africa

Friday, September 23rd, 2005

2005_09_23 17:38

in africa faccio degli incubi. ha ragione e. a dirmi che di notte continuo a girarmi violentemente nel letto.
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africa

Thursday, September 22nd, 2005

2005_09_22 23:04

c’avete presente quelle foto in cui ci sono delle vacche africane con un nugulo di mosche intorno? ecco, in questo momento in cui ce ne stiamo nel cortiletto della nostra casa ci succede lo stesso, ma con lo schermo del portatile.
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africa

Wednesday, September 21st, 2005

2005_09_21 00:21

spesso ci vengono in mente le frasone del secolo. però poi le si dimenticano prima di poterle scrivere.
“un mio amico aveva trovato il modo: si portava dietro un registratore. peccato che era sordo.” (emaskew)

“ok, buttiamola sulle barzellette. tipo quella del ciclope strabico.” (emaskew)

15:47

ieri e oggi tutti concentrati sui corsi. alla fine hanno preso una piega seria. comincio a conoscere i ragazzi, comincio a conoscere l’edificio dove facciamo lezione.