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Opsound

Sunday, August 28th, 2005


Opsound: Open Sound Resource - copyleft music and sound

per agevolarvi la lettura, ascoltatevi un brano preso da questo sito:

opsound è un sito con contenuti musicali creativecommons.
ottimo livello qualitativo.
e poi, diciamocelo, della musica commerciale non se ne può più. sarà fatta bene, suonerà bene, ma è SEMPRE la solita musica, è la musica voluta da produttori che sanno esattamente cosa riescono a vendere di più, è solo musica che “più verosimilmente” potrebbe andare bene alla maggior parte della gente, ma non è la musica che ogni singola persona vuole veramente ascoltare.
nel mondo open source invece la creatività è pura, totale. ok che ci si trova dentro roba assurda, ma almeno sono suoni che non avreste mai ascoltato in nessun altro modo se non grazie ad internet e al concetto di copyleft.
adoro tutto quello che si trova qua dentro. mi sono scaricato praticamente tutto ciò che riguarda l’elettronica (IL mio genere musicale). ascolto perloppiù sta roba quando lavoro, o quando mi capita di fare il DJ per gli amici (anche se poi si lamentano, ma io una mezz’oretta di mp3 electronica abstract gliela faccio sorbire sempre).
il futuro è qui.






Common Content

Friday, August 26th, 2005

Common Content

il sito ufficiale in cui cercare materiale distribuito in internet sotto licenze creative commons.
immagini, testi, audio, video.
prima di caricare photoshop, passare da qui :-)






Creative Commons

Friday, August 26th, 2005

non si può non conoscere.
è l’open-source traslato su qualunque opera digitale dell’ingegno: audio, video, testi, tutto può essere protetto e distribuito sotto una licenza creativecommons.

meriterebbe un bel discorso, ma non c’ho i coglioni stamattina (ho appena creato questo blog, e ci sto scrivendo ininterrottamente da tutta la notte). comunque in due parole il concetto è che legare i propri diritti ad un editore (come si è sempre fatto sino ad oggi) ha senso solo se l’editore ci garantisce il successo di vendite, altrimenti per numeri piccoli (cioè per il 99,99% della gente comune) è controproducente legarsi ad un editore in quanto si vincolano i propri diritti sulle proprie opere in cambio di niente.
in questo 99,99% dei casi quindi è bene ricorrere alle licenze “copy left”, in cui il permettere la libera circolazione della propria opera diviene il mezzo principale della propria autodistribuzione, garantendone la paternità.